Hotel a Sanremo vicino al Casinò Offerte Alberghi a pochi passi dalla Casa da Gioco

Per i professionisti esperti dei tavoli verdi e per chi desidera provare il brivido dell'azzardo, insomma per coloro che sperano di essere baciati dalla dea bendata, un albergo a Sanremo vicino al Casinò in posizione centrale è l'ideale. Meglio se dotato di un ampio parcheggio privato, a disposizione su richiesta, come il Residence dei Due Porti. Il complesso sorge a pochi passi dalla casa da gioco, in centro e consente di raggiungere comodamente a piedi i servizi e le attrazioni della Città dei Fiori. Imperdibile una puntata al Casinò, spaziando dalle slot-machine, in totale 470, ai giochi francesi ed americani.

L'edificio liberty, sede della casa da gioco, racconta di un periodo di splendore agli inizi del Novecento, quando la Riviera era meta prediletta di villeggiatura e di cura per la nobiltà ed il bel mondo di tutta Europa. Progettato dall'architetto francese Eugène Ferret in cambio della sua gestione, che si limitò poi ai primi due anni, aprì i battenti il 12 gennaio 1905. In quell'anno la licenza passò a Sanremo da Villa 'La Sultana' di Ospedaletti, che nel 1884 fu il primo Casinò d'Italia. Da sottolineare che nacque come luogo di ritrovo, cultura e spettacolo per i ricchi ospiti e di intrattenimenti vari, dove veniva tollerato il gioco d'azzardo. Un posto al chiuso, dove si potessero trascorrere le giornate rigide e piovose.

Nel 1927 si insediò a Sanremo in qualità di primo podestà l'ingegnere Pietro Agosti, il quale si adoperò affinché il Governo fascista, che aveva represso il gioco d'azzardo, concedesse l'autorizzazione al Comune ad esercitarlo legalmente nel Casinò Municipale, in quanto Sanremo era da valorizzare nell'interesse dell'economia nazionale come stazione climatica e turistica di frontiera, per reggere il confronto con la Costa Azzurra. Questo contribuì in modo determinante allo sviluppo della struttura con la Sala Cinquecento e le due cupole laterali e della città intera. A Pietro Agosti è intitolata un'importante strada del centro e, a ben guardare, l'odonomastica dice molto: il Casinò fu ultimato grazie al finanziamento del banchiere Asquasciati ed inaugurato ai tempi del Sindaco Mombello. La casa da gioco è situata in corso degli Inglesi, nei pressi della Chiesa Russa, realizzata proprio da Agosti nel 1912 per andare incontro alla numerosa e ricca colonia russa. Non a caso la vecchia stazione ferroviaria venne costruita di fronte al Casinò.

All'interno dell'edificio esistevano una sala da tè ed un Salone delle Feste. In seguito sono stati rimodernati ed oggi vi si trovano le slot-machine. Nell'ex sala da tè si possono ammirare delle raffinate decorazioni floreali, caratteristiche dello stile liberty. Dal Salone delle Feste il 29 gennaio1951 prese il via alla radio il Festival della Canzone Italiana con l'indimenticato presentatore Nunzio Filogamo. Chi non ricorda il suo tipico saluto: "Cari amici vicini e lontani"? Pare che lo usasse, in realtà, per richiamare l'attenzione dei commensali, poiché la prima edizione del Festival si svolse nell'ambito dell'elegante cena al Casinò, come gara tra venti canzoni interpretate da soli quattro cantanti: Nilla Pizzi, che vinse con 'Grazie dei fiori', Achille Togliani ed il Duo Fasano. E sempre nel Salone delle Feste nella stagione 1946/47 Carlo Dapporto allestì la prima della rivista 'Riviera Follies', finalizzata al rilancio della città nell'immediato dopoguerra.

Ai giorni nostri è ancora in funzione il Teatro dell'Opera. Durante la Belle Epoque diventò famoso per i matinée, così definiti anche se si tenevano di pomeriggio, per permettere al bel mondo di essere presente dopo aver fatto le ore piccole alla roulette. Quali consulenti vennero selezionati nomi del calibro di Pietro Mascagni, Luigi Pirandello e Francesco Pastonchi, che ideò i Lunedì (oggi Martedì) Letterari. Eduardo e Peppino De Filippo si esibirono più volte al Casinò e sembra che Eduardo andasse a caccia del milione puntando sul numero 14, mai sul colore, mentre Peppino fosse più cauto. L'attore Gilberto Govi, fondatore del teatro dialettale genovese, aveva addirittura pensato di stabilire fra Sanremo e Santa Margherita Ligure il suo buen retiro, ma non potè concretizzare il suo sogno a causa di un furto, che lo privò degli averi, compresi i premi ricevuti nella Città dei Fiori.

L'imponente scala liberty conduce al primo piano, dove ci sono le slot-machine nella suggestiva Sala Cinquecento (ornata con un caminetto, scene di caccia alle pareti ed un importante soffitto ligneo a cassettoni) ed un susseguirsi di sale dedicate ai giochi tradizionali, disponibili anche online. In esse si potevano incontrare Vittorio De Sica, Re Gustavo di Svezia, Re Leopoldo del Belgio, i Principi Ranieri e Grace di Monaco e Re Faruq d'Egitto, il quale in un poker rimasto celebre si autoproclamò quarto re avendone in mano altri tre: si trattò di un poker anomalo, ma nessuno osò contestarlo. Sono notevoli, inoltre, il Privé e la Sala Dorata, utilizzati per eventi e mostre. Completano la struttura tre bar per giocatori ed accompagnatori e due ritoranti dalla buona cucina e dall'accogliente ospitalità: il Biribissi ed il Roof Garden. Quest'ultimo di sera offre show oppure piano-bar. D'inverno è coperto e riscaldato, invece d'estate si cena sotto le stelle con una vista mozzafiato sui tetti di Sanremo.

Prima di salire ai tavoli verdi, è consigliabile attirare la buona sorte accarezzando il piede portafortuna della 'Cica Cica', una scultura di Odoardo Tabacchi vinta dall'Amministrazione matuziana in un concorso d'arte nel 1884 e giudicata inadatta ad essere esposta in Comune: la statua rappresenta una ragazza nuda, seduta su uno scoglio, nell'atto di fare gesti di scherno. Un altro gioiello artistico del Casinò è una versione del 'Pescatorello' napoletano di Vincenzo Gemito. Il realistico bronzo, databile tra il 1922 ed il '29, raffigura un fanciullo nel momento in cui stacca dall'amo un pesce, che ha appena abboccato.

Residence dei Due Porti

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